fai il primo passo

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fare il primo passo – amare per primi – può sanare le relazioni familiari compromesse

Se hai un familiare, o un amico, con il quale non comunichi più da mesi, magari anni, sai quanto è doloroso. Magari fingi che non lo sia, che non ti interessi più recuperare quel rapporto, magari ti sei convinto che quella era una persona “tossica”, nella tua vita. 

Amare per primi, invece, e quindi fare il primo passo, può sanare le relazioni familiari compromesse.

Attenzione, sia chiaro: a volte le persone possono davvero nuocere al nostro equilibrio psico-fisico. In tal caso è giusto allontanarle, o mettere dei limiti chiari, per fare in modo che il loro impatto sulla nostra vita sia poco o nullo. 

Quante volte però invece ci nascondiamo dietro questa scusa per non ammettere a noi stessi che forse ci sembra troppo faticoso recuperare il rapporto? 

Quante volte è più una questione di scomodità e non di reale pericolosità?

Ecco io credo che sia importante saper distinguere, sempre. Perché l’espressione “persona tossica” va tanto di moda, ma non ci chiediamo mai se per caso non potremmo essere noi, quella persona. Forse la relazione è solo compromessa e non c’è nessuno di tossico, solo due persone che non comunicano realmente

Ho visto molte famiglie spezzate da questioni economiche, litigi di vecchia data, incomprensioni mai comunicate.

Ciò che però sta alla base di questi rapporti compromessi dal silenzio è in realtà sempre una sola cosa: il pregiudizio.

il pregiudizio ci rende ciechi alla realtà delle cose

La parola pregiudizio ti fa pensare automaticamente al razzismo e a una categorizzazione per stereotipi? E’ normale. Su larga scala è così. 

Ma il pregiudizio in realtà fa parte della nostra mente, e delle nostre vite, nel quotidiano. 

Ti faccio un esempio: abbiamo un grande pregiudizio nei confronti degli uffici postali perché crediamo che ci passeremo delle ore in attesa del nostro turno. Quante volte però ti è veramente capitato di passarci tutto quel tempo? A me pochissime. La maggior parte delle volte ci metto 10, 15 minuti. Un tempo ragionevole. 

Eppure quando devo andare a sbrigare qualche burocrazia esco di casa con quell’idea di lunga attesa in mente e torno a casa comunque appesantita. Da cosa? Dal pregiudizio. 

Lo stesso vale per le relazioni: se abbiamo inquadrato quella relazione familiare, amicale o amorosa come complicata o pesante, difficilmente migliorerà. Il pregiudizio che abbiamo sviluppato verso quella persona ci porterà a comportarci in modi che non faranno altro che rinforzare quell’idea che noi abbiamo della relazione. Funziona così anche per l’altra persona, tra l’altro. 

La mente umana è meravigliosa, io ne sono sempre profondamente affascinata, ma spesso non ci conosciamo abbastanza: ci raccontiamo una storia su come siamo e come funzioniamo, e quella storia non corrisponde alla realtà.

Scavalcare il pregiudizio e andare oltre è possibile. Come?

La soluzione è molto scomoda ma estremamente efficace: fai tu il primo passo

cosa significa veramente fare il primo passo

Qualcuno qui dirà: ma io ho fatto tanti primi passi. Ho mandato quel messaggio, detto quella cosa, sono stato a trovare quella persona. Ma il tuo intento era veramente chiaro all’altra persona?

Spesso ci sfoghiamo con gli amici dicendo tutto quello che veramente pensiamo e poi al diretto interessato non menzioniamo nulla di tutto ciò. Come possono gli altri sapere come ci sentiamo, se non glielo diciamo? Pretendere che gli altri ci mostrino il loro interesse indovinando i nostri stati d’animo dagli indizi che lasciamo qui e là è come aspettarsi che un pesce si arrampichi su un albero. Semplicemente, non lo può fare.

E se hai fatto un passo, da che luogo l’hai fatto? Se l’hai fatto con pregiudizio, non vale. Se stavi pensando ai torti subiti in passato, non vale. Se sotto sotto l’hai fatto solo per sentirti meglio con te stesso, non vale. Ti stai raccontando una storia. 

L’unico modo per fare le cose è farle con amore. Questo è quello in cui credo da sempre. 

Fare il primo passo con amore è ciò che mi ha permesso di riavvicinarmi ai membri della mia famiglia dai quali mi ero allontanata o ero stata allontanata, poco importa il come e il quando. 

il primo passo è un seme che poi germoglia

Fare il primo passo significa fare qualcosa che di primo istinto non vorremmo fare. Forse è proprio quella cosa che ci aspetteremmo che fosse l’altro a fare. 

E’ scomodo, è imbarazzante, non ci si sente per niente bene né prima né subito dopo averlo fatto. Il motivo è molto semplice: non siamo abituati. Stiamo uscendo dalla nostra zona di comfort. 

La prima volta che ho abbracciato mia madre – dopo più di 10 anni di silenzio tra noi – mi sono sentita fredda, inadeguata e ho pensato che non fosse servito a nulla. Credevo mi avrebbe fatta stare bene e invece non è stato così. 

Per mesi ho pensato che non fosse cambiato nulla. Poi, i primi germogli. 

Il primo passo è come un seme: certo, deve trovare terreno fertile, ma i papaveri sbocciano dalle pietre e i fili d’erba rompono il cemento dei nostri marciapiedi. 

A distanza di anni da quel primo passo, io e mia madre ci abbracciamo sinceramente, stringendoci e dimostrandoci sincero affetto. 

Ricordalo, quando pensi che non potrai mai recuperare un rapporto a cui tenevi molto. 

E se questo articolo ti ha invitato a riflettere, ti ha dato uno spunto, ha smosso qualcosa in te… fammelo sapere. 

Intanto ti abbraccio, 

una del mondo

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